la (probabile) riforma del codice della strada

Le novità: la bici quale mezzo di trasporto privilegiato in città, autovelox anche in strade locali e di quartiere, tutela per le aree vicine alle scuole, i poteri dei vigili anche agli ausiliari del traffico, ai dipendenti comunali e delle società partecipate.

La legge di conversione è già stata approvata dal Senato, si attende l’ok definitivo della Camera.

Prosegue l’iter di conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, adesso con il DDL S 1883 approvato in Senato lo scorso 4 settembre, la palla passa alla Camera.

Se venisse confermato l’attuale impianto (al Senato è stata posta la fiducia dal Governo), si prevede una mini-rivoluzione del Codice della Strada.

Un provvedimento “faraonico”, paradossale che eterogenei interventi possano in qualche modo essere ricondotti a propositi di “semplificazione”.
Tale “semplificazione” risulta peraltro assai opinabile, alla luce delle diverse materie in cui il decreto legge e la legge di conversione adesso interviene, con il loro carico di modifiche e integrazioni, che di semplificativo ha assai poco.

Premesso ciò entriamo nel merito degli interventi sul codice della strada:

a) Mobilità sostenibile, la bicicletta quale mezzo di trasporto primario nelle città.

Nel codice della strada viene introdotta, per la prima vota, la categoria delle “strade urbani ciclabili” definita quale strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale ed orizzontale, con priorità per i velocipedi.
Viene, inoltre, inserito il concetto di (i) corsie ciclabili quali parte della carreggiata che si sviluppa in lunghezza, posta di norma a destra, delimitata mediante una striscia bianca, continua o discontinua, destinata alla circolazione sulle strade dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede; inoltre viene prevista la circolazione promiscua fra bici e macchine con l’obbligo di dare la precedenza sempre alle prime; infatti la corsia ciclabile può essere impegnata, per brevi tratti, da altri veicoli se le dimensioni della carreggiata non ne consentono l’uso esclusivo ai velocipedi; in tal caso essa è parte della corsia veicolare e deve essere delimitata da strisce bianche discontinue; e di (ii) corsie ciclabili per doppio senso ciclabile quali parte della carreggiata urbana a senso unico di marcia che si sviluppa in lunghezza, posta a sinistra rispetto al senso di marcia, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi in senso contrario a quello di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede.

b) Più tutela e sicurezza per le aree limitrofe alle scuole
Viene introdotto la categoria della zona scolastica, quale area urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine. In tali zone potrà essere limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, in orari e con modalità definiti con ordinanza del sindaco. I divieti di circolazione, di sosta o di fermata non si applicano agli scuolabus, agli autobus destinati al trasporto degli alunni frequentanti istituti scolastici. Previste sanzioni salate per i trasgressori.

c) Dipendenti comunali, delle società partecipate (come Amat o Rap) e delle società private di gestione dei parcheggi, con provvedimento del Sindaco, diventano anche dei vigili.

Con provvedimento del sindaco possono essere conferite funzioni di prevenzione e accertamento di tutte le violazioni in materia di sosta nell’ambito delle aree oggetto dell’affidamento per la sosta regolamentata
o a pagamento, aree verdi comprese, a dipendenti comunali o delle società private e pubbliche esercenti la gestione della sosta di superficie a pagamento o dei parcheggi. Con provvedimento del sindaco possono, inoltre, essere conferite a dipendenti comunali o a dipendenti delle aziende municipalizzate o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia delle strade funzioni di prevenzione e accertamento di tutte le violazioni in materia di sosta o di fermata connesse all’espletamento delle predette attività. Questa è una rivoluzione copernicana che estenderà, e di molto, la possibilità di vigilare il proprio territorio urbano e di sanzionare i cittadini che non rispettano le regole.

d) Gli autovelox in città, in postazioni fisse
Una svolta nei controlli velocità nei centri urbani, con la previsione dell’istallazione degli autovelox fissi anche sulle strade urbane di quartiere e locali, oggi vietati. Fino ad oggi, infatti, oltre che in autostrada e nelle strade extra urbane, in città era possibile installare autovelox solo nelle strade urbane di scorrimento. A Palermo, per esempio, tali vengono definite pochissime arterie principali, come via della Libertà, viale Regione Siciliana o viale Regina Elena. Con questa modifica, invece, il sistema di controllo della velocità potrà essere collocato dovunque. Sarà, comunque, il Prefetto ad autorizzare le nuove postazioni, attraverso una analisi degli incidenti avvenuti e sulle loro cause, anche per tutelare i pedoni e gli utenti vulnerabili.

Per apprezzare le modifiche in discussione al codice della strada, abbiamo estratto dal documento (che costa di ben 4322 pagine!) l’art. 49 che qui ci interessa. Buona lettura.

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