Credito dal Condominio? ne risponde direttamente l’amministratore

Crediti nei confronti di un condominio, consegna lista dei condomini morosi, mancata collaborazione da parte dell’amministratore di condominio, la condanna “iure proprio” dell’amministratore

Sentenza del Giudice di Pace di Palermo, III Sezione Civile, nr. 1538 del 26.05.2021.

Un soggetto vanta un credito nei confronti di un condominio, credito riconosciuto sulla base di una sentenza definitiva. Il creditore pertanto decide di agire aggredendo il conto corrente condominiale, tentando un pignoramento presso terzi. La banca, terzo pignorato, comunica però, ai sensi dell’art. 547 c.p.c. di non detenere somme per conto del condominio debitore. A questo punto, ai sensi dell’art. 63 disp. att., si decide di rivolgersi all’amministratore di condominio al fine di ottenere la lista dei condomini morosi, in guisa da poter utilmente agire nei confronti di questi, e, in seguito, nei confronti dei singoli condomini, pro-quota millesimale.

Sorge qui il problema: l’amministratore di condominio non consegna la lista citata, cosa fare allora?

Di fronte all’impasse venutasi a creare, essendo al creditore preclusa ogni altra via, si è deciso di adire il giudice di pace, chiedendo la condanna dell’amministratore, iure proprio, al pagamento dell’intero credito vantato dal creditore o, in subordine, che lo stesso fosse obbligato a consegnare la lista dei condomini morosi, oltre al risarcimento del danno e oltre alla condanna ex art. 614 bis c.p.c., per ogni giorno di ritardo nell’adempimento del detto obbligo.

Le argomentazioni poste a sostegno della menzionata azione poggiavano sulla lettura dell’art. 63 disp. att., secondo cui “per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi” in una con un lineare ragionamento, ossia:

–      il creditore vanta un credito (credito basato su di una sentenza di condanna) nei confronti del condominio;

–      non potendo utilmente escutere il patrimonio del condominio poiché incapiente, si rivolge all’amministratore di condominio affinché consegni la lista dei condomini morosi, di modo da consentirgli l’esecuzione nei confronti di questi;

–      l’amministratore non ottempera a tale obbligo nonostante le reiterate richieste;

–      a questo punto si configura un danno nei confronti del creditore, il quale si vede preclusa la possibilità di agire per il recupero del proprio credito stante la mancata e doverosa collaborazione dell’amministratore del condominio;

–      pertanto, essendo dipeso dal comportamento dell’amministratore del condominio il danno arrecato, è correttamente predicabile che sia questi, iure proprio, a corrispondere quanto dovuto dal soggetto collettivo rappresentato.

Ulteriore riscontro al detto ragionamento si rinviene nei più risalenti adagi secondo cui “cuius commoda eius et incommoda”: nel caso specifico, l’amministratore avrebbe tratto vantaggio per il condominio nel ritardare agli adempimenti lui imposti dalla legge e, pertanto, deve subirne gli effetti salvo, poi rivalersi sui condomini.

Veniva infine segnalato come il comportamento inerte e/o dilatorio dell’amministratore si fosse rivelato contrario al dovere di correttezza sancito dall’art. 1175 c.c., principio cardine e permeante l’intero novero dei rapporti obbligatori.

Regolarmente instaurato il contraddittorio, alla prima udienza il Giudice di Pace adito faceva precisare i fatti di causa alle parti per poi rinviare per il deposito di note conclusive.

Con sentenza emessa in data 31 maggio 2021, il Giudice di Pace di Palermo, nella persona della Dott.ssa Curti Giardina, con un lineare ragionamento, accoglieva le argomentazioni di parte attrice condannando l’amministratore di condominio, iure proprio, al pagamento dell’intero credito vantato dall’attore. Precisava infatti il Giudice come: i) l’attore avesse più volte richiesto all’amministratore di condominio la consegna della lista dei condomini morosi al fine di consentire l’esecuzione nei confronti di questi; ii) l’amministratore avesse omesso di adempiere contravvenendo in tal modo alle regole di correttezza e buona fede.

Ciò considerato, “ne consegue che il convenuto è tenuto al risarcimento del danno pari al valore del credito azionato e non recuperato a causa del suo comportamento omissivo, danno pari ad €.******, ovvero all’importo del precetto detratti i pagamenti parziali già ricevuti, oltre interessi dall’emissione della sentenza sino al saldo”, condannando altresì il convenuto al pagamento delle spese legali.

Con la presente pronuncia, dalla travolgente portata innovativa, viene definitivamente cristallizzato un timido orientamento che sino ad ora aveva soltanto portato ad ottenere la condanna dell’amministratore al pagamento di una somma di denaro per ogni giorno di ritardo nell’adempimento dell’obbligo di consegna della lista dei condomini ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c.

Palermo, 25 giugno 2021

 

Avv. Salvatore Forello & Avv. Andrea Villino

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